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Campo Estivo 16-25 luglio 2009 - cava 5 porte
L'ambientazione del campo, scelta dagli esploratori e dalle guide è la storia di Mulan, il tema ad essa associato:
La FORZA della VOLONTA'
Pubblichiamo qui la traccia di catechesi che ha scandito, giorno dopo giorno, il ritmo del campo.
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Venerdì 17
Volontà nella COLLABORAZIONE
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto: Al Mattino (pag. 34)
Aiutiamoci col vocabolario
1. da collaborare, cioè aiutare o sostenere qualcuno nello svolgimento di una qualsiasi attività contribuendo così al raggiungimento di un obiettivo.
Vangelo secondo Matteo cap. 6, 1-4. 7, 7-12 (efficacia della preghiera)
[1]Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. [2]Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. [3]Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, [4]perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
[7]Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; [8]perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. [9]Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? [10]O se gli chiede un pesce, darà una serpe? [11]Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!
[12]Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.
Và tu per me
Un uomo aveva l’abitudine di dire ogni domenica mattina a sua moglie:
"Va’ in chiesa tu e prega per tutti e due".
Agli amici diceva:
"Non c’è bisogno che io vada in chiesa, c’è mia moglie che va per tutti e due".
Una notte quell’uomo fece un sogno. Si trovava con sua moglie davanti alla porta del Paradiso e aspettava per entrare.
Lentamente la porta si aprì e udì una voce che diceva a sua moglie:
"Tu puoi entrare per tutti e due!".
La donna entrò e la porta si richiuse.
L’uomo ci rimase così male che si svegliò.
La più sorpresa fu sua moglie, la domenica dopo, quando all’ora della Messa si trovò accanto il marito che gli disse: "Oggi vengo in chiesa con te".
(Tutti)
Sono io, sono io, sono io, o Signore, che ho bisogno di pregare,
sono io, sono io, sono io, o Signore, che ho bisogno di pregare;
Non mia madre o mio padre, ma io, o Signore, ho bisogno di pregare.
Non mia madre o mio padre, ma io, o Signore, ho bisogno di pregare.
Non mio fratello o mia sorella, ma io, o Signore, ho bisogno di pregare,
Non mio fratello o mia sorella, ma io, o Signore, ho bisogno di pregare.
Sono io, sono io, sono io, o Signore, che ho bisogno di pregare,
sono io, sono io, sono io, o Signore, che ho bisogno di pregare.
(spiritual africano)
Stasera presenterai la Tua preghiera
Canto: Il Seme (pag. 5)
Sabato 18
Volontà alla Costanza
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto
Aiutiamoci col vocabolario
1 stabile, continuo, invariabile che non si interrompe, che non varia
2 persona tenace perseverante fermo nelle proprie scelte o decisioni
3 motivo o caratteristica che si ripete
Vangelo secondo Matteo cap. 7, 13-23. (l’Amore compimento della legge)
[13]Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; [14]quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!
[15]Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. [16]Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? [17]Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; [18]un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. [19]Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. [20]Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.
[21]Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. [22]Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? [23]Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.
Il chiodo
Un mercante aveva concluso ottimi affari alla fiera: aveva venduto tutta la merce e la sua borsa era gonfia di pezzi d’oro e d’argento.
Per prudenza voleva rientrare a casa prima del cadere della notte e decise perciò di mettersi sollecitamente in marcia. Assicurò saldamente la sua borsa alla sella del suo cavallo e poi lo spronò, partendo al galoppo.
Verso mezzogiorno fece tappa in una città. Lo stalliere che aveva accudito il suo cavallo gli fece notare un particolare: "signore, al cavallo manca un chiodo al ferro della zampa posteriore sinistra!".
"Lascia perdere – sbottò il mercante – per le sei leghe soltanto che mi restano da fare, il ferro terrà benissimo. Ho fretta".
A metà pomeriggio, il mercante sostò in una locanda e fece dare una razione d’avena al cavallo. L’uomo che badava alla stalla venne a dirgli: "signore manca un ferro alla zampa posteriore sinistra del vostro cavallo. Se volete provvedo a ferrarlo".
"Ma no – disse il mercante – ho molta fretta e la bestia sopporterà bene le due leghe che mi restano da fare".
Risalì in sella e continuò la strada, ma poco dopo il cavallo cominciò a zoppicare. Non zoppicò a lungo prima di incominciare a vacillare. Non vacillò a lungo prima di cadere e spezzarsi una zampa. Così il mercante fu costretto ad abbandonarlo. Si caricò la borsa sulle spalle, fu sorpreso dalla notte quando la strada si inoltrava in un bosco pericoloso, due malandrini lo derubarono di tutto e arrivò a casa il mattino dopo, pesto e arrabbiato.
"E tutto per colpa di un maledetto chiodo!", concluse.
(Tutti)
Facciamo tantissime esperienze, tanti piccoli fili sottili, tanti fili "da niente"che intrecciano la maglia della nostra vita. Ma noi abbiamo sempre fretta e spesso ne spezziamo qualcuno.
Finché ci sorprende il disastro.
Stasera presenterai qualche "filo da niente" che pensi si sia spezzato oggi.
Canto: Il Seme (pag. 5)
Domenica 19
Volontà nell’avventura
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto
Aiutiamoci col vocabolario
avvenimento singolare o straordinario;
impresa rischiosa e affascinante
Vangelo secondo Matteo cap. 6, 25-34 (la Provvidenza)
[25]Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? [26]Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? [27]E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? [28]E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. [29]Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. [30]Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? [31]Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? [32]Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. [33]Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. [34]Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.
Due cavalieri
C’erano un volta due arditi e coraggiosi cavalieri. Avevano affrontato battaglie, avventure rischiose e messo a repentaglio al vita al soldo di molti signori.
Una sera, uno dei due, guardando il sole che tramontava, disse: "mi resta un’ultima impresa".
"Che cosa?".
"Voglio salire sulla montagna dove abita Dio".
"Perché?".
"Voglio sapere perché ci carica di pesi e fardelli gravosi per tutta la vita e continua a pretendere sempre di più, invece di alleggerire il nostro carico, ogni tanto almeno" disse amaro il primo cavaliere.
"Verrò con te. Ma io penso che Dio sappia quello che fa" concluse l’altro.
Il viaggio fu lungo e faticoso. Giunsero al monte di Dio. Salivano in silenzio, accanto ai cavalli perché il sentiero era ripido e tormentato. Già si intravedeva la sommità della montagna nella nebbia, quando una voce tuonò dall’alto: "Prendete con voi tutte le pietre che trovate sul sentiero!".
"Lo vedi?" protestò il primo cavaliere. "È sempre la stessa storia! Dopo tutta questa fatica, Dio ci vuole oberare ancora. Io non ci sto più al suo gioco!". E tornò indietro.
L’altro cavaliere invece fece quello che la voce aveva ordinato.
Ci mise molto tempo, e penò molto. Ma quando il primo raggio di sole sfiorò le pietre ammassate sul cavallo e sulle braccia escoriate del pio cavaliere brillarono di luce limpidissima.
Si erano trasformate in splendidi diamanti di inestimabile valore.
(Tutti)
Signore, faccio più domande di quante ne fai tu.
Credo che il rapporto sia di dieci a uno.
Io chiedo:
Perché permetti la sofferenza?
Per quanto tempo posso sopportarla?
Che scopo ha?
Hai dimenticato di essere misericordioso?
Ti ho stancato?
Ti ho offeso?
Mi hai rigettato?
Dove ho perso la tua guida?
Quanto mi sono smarrito?
Vedi la mia totale disperazione?
Tu mi chiedi:
Hai fiducia in me?
Quando vuoi arrivare lontano, guarda ancora più lontano e se pensi di non farcela getta il cuore oltre gli ostacoli e rincorrilo. - B.P.
Stasera presenterai una tua esperienza su come o perché quella volta ...
Canto: Il Seme (pag. 5)
Lunedì 20
Volontà di credere in ciò che si fa
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto
Aiutiamoci col vocabolario
1. Ritenere vero o veritiero quanto affermato da altri.
2. Essere certo.
Vangelo secondo Matteo cap. 6, 5-15 (sentirsi figli - con certezza - dell’Unico Padre)
[5]Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. [6]Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
[7]Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. [8]Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. [9]Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;
[10]venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
[11]Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
[12]e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
[13]e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
[14]Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; [15]ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Sia fatta la tua volontà in cielo e in terra
«Sia fatta la tua volontà in cielo e in terra». E con ciò intendiamo dire: non che faccia Dio ciò che egli vuole, ma che possiamo farlo noi, ciò che Dio vuole. Infatti, chi mai potrebbe opporsi a che Dio faccia ciò che egli vuole? Quanto a noi poiché siamo ostacolati dal diavolo a conformarci totalmente a Dio nel pensiero e nelle azioni, lottiamo affinché si faccia in noi la sua volontà. Ed essa in noi si potrà compiere solo col concorso della stessa volontà di Dio, e cioè col suo aiuto e la sua protezione: nessuno infatti è forte per le proprie forze, è però al sicuro per la bontà e l’amore di Dio.
D`altronde, lo stesso Signore, mostrando la debolezza dell`umanità che lui portava, dice: Padre, se è possibile, passi da me questo calice (Mt 26,39). E aggiunge: Tuttavia, non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi; e ancora: Non sono disceso dal cielo per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha inviato (Gv 6,38).
Se dunque noi vogliamo avere la vita eterna, dobbiamo fare la volontà di Dio, che è eterno. Ora la volontà di Dio è ciò che Cristo ha fatto e insegnato: l`umiltà nella condotta, la fermezza nella fede, la modestia nelle parole, la giustizia nell`agire, la misericordia nelle opere, la rettitudine nei costumi, tollerare l`offesa, mantenere la pace. Domandiamo che la volontà di Dio si faccia "come in cielo così in terra": ché l`una e l`altra cosa riguarda il perfetto compimento della nostra umanità. Infatti, noi possediamo un corpo che viene dalla terra e uno spirito che viene dal cielo: così, siamo terra e cielo. E, quindi, in realtà, chiediamo che la volontà di Dio sia fatta nell`uno e nell`altro, cioè nel corpo e nello spirito.
Così, ogni giorno, o meglio a ogni istante, dobbiamo impegnarci perchè in noi sia fatta la volontà di Dio in cielo e in terra: perché questa è la volontà di Dio, che le cose terrene cedano alle celesti, e prevalga ciò che è spirituale e divino.
Liberamente tratto da una riflessione di Cipriano di Cartagine in La preghiera del Signore, 14-17
(Tutti)
Secondo te, che cosa lega la favola del pesciolino d’oro con la riflessione di stamattina?
Stasera presenterai la Tua riflessione.
Canto: Il Seme (pag. 5)
Martedì 21
Volontà nell’impegno: l’autodisciplina
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto: Canzone di San Damiano
Aiutiamoci col vocabolario
1 obbligo vincolo promessa di fare una cosa
2 incombenza compito attività che si deve svolgere
3 zelo diligenza impiego delle proprie energie nello svolgimento di qualcosa
4 coinvolgimento dedizione ad attività politiche o sociali
Vangelo secondo Matteo cap. 7, 1-6. 6, 16-18 (la sobrietà)
[1]Non giudicate, per non essere giudicati; [2]perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. [3]Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? [4]O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? [5]Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
[6]Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
[16]E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
[17]Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, [18]perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
L’ascolto
Un giovane invitato al matrimonio di un amico fu incuriosito dal gran numero di persone che si recava a porgere gli auguri agli sposi e ai parenti degli sposi, che in fila li ricevevano.
Aveva notato che ospiti e parenti degli sposi si scambiavano meccanicamente frasi rituali, senza neppure ascoltarsi reciprocamente.
Perciò si mise in fila e, quando arrivò di fronte al primo parente, disse con tono pacato e col sorriso sulle labbra: "Oggi è morta mia moglie".
La risposta fu: "Mille grazie, molto gentile".
Ripeté la stessa frase a un altro parente e gli fu risposto: "Molto gentile, grazie infinite".
Alla fine arrivò allo sposo, sempre ripetendo la stessa frase.
Questa volta la risposta fu: "Grazie. Adesso tocca a te vecchio mio!".
(Tutti)
L’antica profezia biblica si è avverata, oggi, tra gli essere umani: hanno gli occhi e non vedono, hanno le orecchie e non sentono.
Dovremmo seguire il consiglio che da la natura: la nostra bocca può chiudersi,le nostre orecchie no.
Durante la giornata cerca di ri-scoprire il valore dell’ASCOLTO e della SEMPLICITÁ, stasera presenterai la Tua esperienza.
Canto: Il Seme (pag. 5)
Mercoledì 22
Volontà nell’impegno: l’autostima
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto
Aiutiamoci col vocabolario
Valutare se stessi come insieme di determinate caratteristiche, nonché il giudizio risultante da questa valutazione, che viene fatta sulla base di criteri ottenuti dal confronto delle proprie caratteristiche con quelle di altri soggetti.
Rapporto tra come siamo e invece come vorremmo essere.
concetto di sé", "abilità personale", "autopercezione".
Vangelo secondo Matteo cap. 6, 19-24 (l’identità)
19]Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; [20]accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. [21]Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
[22]La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; [23]ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!
[24]Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.
"IL VALORE"
Marco, con la faccia triste e abbattuta, incontrò la sua amica Francesca fuori da scuola, e si fermò a fare due chiacchiere con lei. Triste, depresso, ebbe la forza di parlarle della sua timidezza delle sue preoccupazioni sulla scuola, sugli amici, sulla famiglia e via dicendo.
Tutto sembrava andar male nella sua vita. Francesca introdusse la mano nella borsa, prese un biglietto da 100 EURO e gli disse: Vuoi questo biglietto? Marco, un po' confuso, all'inizio le rispose: Certo Francesca... sono 100 EURO, chi non li vorrebbe?
Allora Francesca prese il biglietto in una mano, lo strinse forte fino a farlo diventare una piccola pallina. Mostrando la pallina accartocciata a Marco, gli chiese un'altra volta: E adesso, lo vuoi ancora? Francesca, non so cosa intendi con questo, però continuano ad essere 100 EURO. Certo che lo prenderò anche così, se me lo dai.
Francesca spiegò il biglietto, lo gettò al suolo e lo stropicciò ulteriormente con il piede , riprendendolo quindi sporco e segnato. Continui a volerlo?
Ascolta Francesca, continuo a non capire dove vuoi arrivare, rimane comunque un biglietto da 100 EURO, e finché non lo rompi,conserva il suo valore....
Marco, devi sapere che anche se a volte qualcosa non esce come vuoi, anche se la vita ti piega o accartoccia, continui a essere tanto importante come lo sei stato sempre...
Quello che devi chiederti è quanto vali in realtà, e non quanto puoi essere demoralizzato in un particolare momento.
Marco si bloccò guardando Francesca senza dire una parola, mentre l'impatto del messaggio entrava profondamente nella sua testa. Francesca mise il biglietto spiegazzato nella sua mano, e con un sorriso complice disse: Prendilo, ritiralo perchè ti ricordi di questo momento quando ti senti male... però mi devi un biglietto nuovo da 100 EURO per poterlo usare con il prossimo amico che ne abbia bisogno.
Gli diede un bacio sulla guancia e si allontanò verso la porta. Marco tornò a guardare il biglietto, sorrise, lo guardò e con una nuova energia e si allontanò contento e non più triste come prima.
Ora rifletti bene. Cerca di rispondere a queste domande:
1 - Nomina le 10 persone più ricche del mondo.
2 - Nomina le 3 ultime vincitrici del concorso Miss Universo.
3 - Nomina 10 vincitori del premio Nobel.
Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri. E gli applausi se ne vanno! E i trofei si impolverano! I vincitori si dimenticano! Adesso rispondi a queste altre:
1 - Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione.
2 - Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili.
3 - Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale.
Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi... Sono quelle che si preoccupano per te, quelle che ad ogni modo stanno con te. Rifletti un momento. La vita è molto corta! Tu, in che lista sei? Non lo sai?... Permettimi di darti un aiuto... Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che sono importanti per tante persone a te vicine, senza che tu te ne renda conto.
… e Tu, quanto vali?
Stasera condividerai i tuoi "talenti" con gli altri.
Canto: Il Seme (pag. 5)
Giovedì 23
Volontà nell’impegno: l’altruismo
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto
Vangelo secondo Matteo cap. 5, 37-48 (la coerenza)
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
38Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; 39ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l`altra; 40e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. 42Dá a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Paradiso o Inferno?
Un sant'uomo ebbe un giorno da
conversare con Dio e gli chiese:
Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal
profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un pò, ma poichè il
manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il
cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: Hai appena visto l'Inferno.
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì. la scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli
fece ancora venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di
loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio: Non
capisco!
E' semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità.
Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che
a loro stessi.
Oggi sarai il "folletto buono" per qualcuno.
Stasera ci dirai di chi.
Canto: Il Seme (pag. 5)
Venerdì 24
Volontà nell’impegno: la comunità
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto
Vangelo secondo Matteo cap. 5, 19-24 (La partecipazione)
13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null`altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.
Perché si grida?
Un giorno, il maestro fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?".
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al tuo lato?" disse nuovamente il maestro.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?".
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il maestro.
Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’un con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano piano piano. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. È questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano".
Infine il maestro concluse dicendo: "Quando discutete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possono distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare".
Stasera verificherai quante volte oggi ti sei trattenuto dal "gridare".
Canto: Il Seme (pag. 5)
Sabato 25
La forza della volontàGloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo (si fa il segno della croce)
Com’era nel principio, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. - Amen
Canto
Vangelo secondo Matteo cap. 7, 24-29 (la decisione)
[24]Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. [25]Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. [26]Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. [27]Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».
[28]Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: [29]egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.
Il laghetto gelato
Una volta, due piccoli amici si divertivano a pattinare su un laghetto gelato. Era una sera nuvolosa e fredda, i due bambini giocavano senza timore; improvvisamente il ghiaccio si spaccò e si aprì inghiottendo uno dei due bambini.
Lo stagno non era profondo, ma il ghiaccio cominciò quasi subito a richiudersi.
L’altro bambino corse alla riva, afferrò la più grossa pietra che riuscì a trovare e si precipitò dove il suo piccolo compagno era sparito. Cominciò a colpire il ghiaccio con tutte le sue forze, picchiò e picchiò finchè riuscì a rompere il ghiaccio, afferrare la mano del suo piccolo amico e aiutarlo a uscire dall’acqua …
Quando arrivarono i pompieri e videro quanto era accaduto si chiesero sbalorditi: "Ma come ha fatto ? questo ghiaccio è pesante e solido, come ha potuto spaccarlo con questa pietra e quelle manine minuscole?".
In quel momento comparve un anziano che disse: "Io so come ha fatto".
"Come?" Chiesero.
Il vecchietto rispose: "Non aveva nessuno dietro di lui a dirgli che non poteva farcela …".
Ci sono forze sbalorditive dentro di noi, ma basta così poco a farcele dimenticare.
La volontà non si studia, ma si esperimenta, si allena, si rafforza. Noi tutti abbiamo una volontà, ma spesso non lo sappiamo e non la utilizziamo, se non sporadicamente.
Dietro la parvenza di benessere diffuso della società contemporanea si nasconde un crescente senso di disagio causato dalla attuale grande sproporzione tra "i poteri esterni" e "i poteri interni" dell'uomo: siamo capaci di scendere nelle profondità dell'oceano e di lanciarci nello spazio, ma siamo ignoranti di quanto avviene in noi stessi; controlliamo grandi quantità di energia elettrica con il movimento di un dito, ma siamo incapaci di gestire le nostre emozioni, impulsi e desideri.
Tra i poteri interiori da risvegliare e attivare, fondamentale è l'enorme forza della volontà umana. La volontà ha la funzione di decidere che cosa si deve fare e quella di usare tutti i mezzi necessari per realizzare ciò che ha deliberato, perseverando nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà. Occupa un posto centrale nella personalità dell'uomo, è in intima relazione con il centro del suo essere, il suo vero io.
Il concetto di volontà è stato molto frainteso, era diventato sinonimo di capacità di repressione dei propri istinti. Oggi per volontà si intende la capacità di percepirsi come "soggetto vivente", dotato del potere di scegliere, di costruire rapporti, di operare cambiamenti nella propria personalità, negli altri, nelle circostanze.
Un primo passo è rendersi conto che "la volontà esiste", che esiste la libertà di agire, senza più dover limitarsi a reagire agli stimoli e condizionamenti ambientali.
Un secondo passo è l'esperienza di "avere una volontà", di fare uso, in prima persona, di questo margine di libertà, proprio della natura umana. Sicuramente a tutti è successo e anche più di una volta: ad un certo momento, forse nel mezzo di una crisi, o di un pericolo, si ha viva ed inconfondibile l'esperienza della volontà, della sua realtà, della sua natura. In questi momenti è l'essenza stessa della nostra natura che si rivela, sino a farci riconoscere, a poco a poco, che non solo abbiamo una volontà, ma noi stessi "siamo volontà".